Nel 2000, l´Instituto Histórico de la Ciudad de Buenos Aires aveva promosso una ricerca sulla storia della bidonville
Bajo Flores (quartiere periferico della zona sud di Buenos Aires) fondata anche sulle testimonianze orali degli abitanti. E´stato un lavoro lento e profondo, che ha comportato un intenso rapporto sia con la popolazione sia con le istituzioni del quartiere, le mense, le chiese, i delegati, l´asilo, il centro di abilitazione e la scuola e che ha prodotto la pubblicazione di un numero monografico della rivista Cronista Mayor.
In questo modo, da una popolazione esclusa e ridotta allo stereotipo “violenza e ignoranza”, è nato un evento culturale che ha provocato un´eco nei mezzi di comunicazione di massa e una positiva ricaduta sul quartiere. Per questo l’Instituto ha proposto un nuovo impegnativo progetto che, partendo da quella prima esperienza, porti però a risultati più duraturi.
Quali sono gli obiettivi
Il progetto prevede la
formazione di giovani operatori di comunità che siano soprattutto
raccoglitori di storie e che diventino poi a loro volta formatori di altri ragazzi del quartiere.
L’obiettivo è sviluppare operazioni di riappropriazione simbolica del sistema comunità tramite la memoria e la parola, unica ricchezza delle persone e delle popolazioni sradicate.
Inoltre la raccolta delle testimonianze e la costruzione di un archivio da parte dei giovani, favorirà il loro processo partecipativo in un contesto dove invece esclusione, diserzione ed espulsione dal sistema educativo ubbidiscono a processi di disgregazione ed emarginazione sociale.
Nel quartiere vivrà così un luogo di
ricerca di storia orale, capace di includere attivamente i giovani e fare affidamento sulle loro capacità e risponsabilità, contribuendo fortemente sia alla loro autovalutazione sia alla rivalutazione del contesto scolastico e comunitario.
Quanto dura e quanto costa
Il corso è biennale, è rivolto a dieci studenti ed ex studenti incentivati da un compenso mensile equiparabile a una borsa di studio della durata di due anni scolastici e costa 50.000 dollari.
E’ partito il 30 agosto del 2005, grazie ad un primo contributo arrivato dall’Italia.
E’coordinato da docenti e ricercatori dell´Instituto Histórico.
Si tratta di un´esperienza pilota ma, grazie ai risultati che già oggi si possono intravedere, sarà riproposta sia a bajo Flores, sia in altri quartieri della città con caratteristiche simili.
Il contributo Italiano
Il progetto è stato presentato a ottobre 2004, a Torino, nel corso dell’appuntamento biennale con la rassegna di cultura ebraica “Arcastella” dedicata, in quella edizione, alle comunità diasporiche in Argentina. I primi soldi sono stati raccolti in quella occasione. Il progetto Bajo Flores era stato segnalato da Pablo Dreizich, responsabile culturale del Museo della Shoah di Buenos Aires.
L’adozione da parte degli scrittori e degli artisti
Numerosi scrittori italiani (Erri DeLuca, Luisa Adorno, Dacia Maraini, Vincenzo Consolo, Marosia Castaldi, Laura Pariani, Aldo Zargani, Mariangela Sedda, Lia Levi, Maria Pia Simonetti, Santo Piazzese, Fabrizia Ramondino, Maurizio Ferrara, Silvia Giuberti, Moni Ovadia) hanno deciso di adottare il progetto e sostenere l’iniziativa regalando un racconto sul tema “Le storie salvano la vita?”. I racconti sono illustati da incisioni donate da maestri italiani.
I diritti dell’antologia - edizioni Mavida, distribuzione Passigli – andranno per intero al progetto Bajo Flores.
Grazie alla disponibilità di altri scrittori, è in preparazione una seconda raccolta di racconti, sempre sullo stesso tema, da pubblicare nel 2008 a sostegno del progetto.
Iniziative
- Presentazione del volume "Le storie salvano la vita, Torino, 8 maggio 2006 (
locandina)
- Tomando mate en Bajo Flores, Aosta, 7 giugno 2006 (
locandina)
Informazioni
Per informazioni e comunicazioni: Maria Pia Simonetti, tel e fax 0165 32972,
e-mail o Arcastella
e-mail
Per ordinare il volume alla distribuzione Messaggerie il promotore è Pro Libro, il codice ISBN dell'antologia è: 88-368-0997-9